Ci ho provato eh. Ci ho provato più di qualche volta, in queste settimane. A sedermi qua davanti sfarfallando le dita sulla tastiera prima di premere i tastini e scrivere, finalmente, qualcosa.
Ma come sempre mi sono schiantata contro il muro delle duerighemmezzo e cosa posso dire adesso?
Ecco. Caffè (terzo), Futurology arrivato oggi (assieme a una busta di Equitalia, ovvero la notizia buona e quella cattiva, tristi metafore della vita da martedì mattina), e forse questa volta ce la facciamo.
Futurology potrebbe essere un buon punto di partenza, se non fosse che - Walk Me To The Bridge ed Europa Geht Durch Mich a parte - lo sto ascoltando adesso per la prima volta. Sono al terzo So long, my fatal friend, che Nicky giura non si riferisca a Richey e ovviamente il resto del mondo non gli crede, e magari adesso per cercare altre parole per terminare la frase è riuscita a passare Let's Go To War, per lasciare spazio a The Next Jet To Leave Moscow.
Il booklet, nella sua semplicità, è qualcosa di pazzesco. Dai colori, alle foto, alla.. alla cazzo di carta, diosanto.
Seh, forse non è un buon punto di partenza, se devo lasciare che le dita scivolino da sole e dimenticarmi senso e punteggiature, come nei migliori streams of consciousness.
Forse non è neanche l'idea del secolo mettersi a scrivere ascoltando per la prima volta l'ultimo disco di uno dei gruppi della tua vita. Un disco di cui hai passato settimane a leggere recensioni che lo dipingono come uno dei loro lavori migliori in assoluto, montandoti su un'attesa mica da poco.
Quindi: qui per una recensione sensata.
Alla fine non ho parlato del festival. Ho ammorbato l'aria degli amici che avevano voglia di starmi ad ascoltare, e pure lì ho fatto fatica a raccontare, perché è difficile spiegare cos'hai provato e vissuto a trovarti a una manciata di metri da Nicky Wire con il viso di Richey Edwards stampato sulla tshirt a chi non sa cosa questo voglia dire per te. Ma ho anche scritto per chi questo lo sa, e prima ancora l'ho scritto per me, e insomma, forse mi ero espressa già abbastanza.
E' stato unico. Dopo un mese, credo di poterlo definire solo così. Tre quarti d'ora che finiscono dritti lassù con la prima volta che ho visto i Blur e il Who the fuck are Black Wire? I don't know. You tell me con cui otto anni fa è cominciata la tre giorni più assurda della mia vita. Ho perso la voce dopo la prima canzone, l'ho recuperata alla quarta, l'ho ripersa alla sesta e la penultima era troppo lontana per recuperarla di nuovo. E meno male che c'è stato un po' di tempo tra i Manics e i Biffy Clyro altrimenti avrei fatto una magra figura con il resto della folla in singalong.
Anche loro poi, parliamone. Anzi no, altrimenti mi sale di nuovo il fastidio per la mia solita idiozia di non essermi preoccupata in tempo di assicurarmi Bologna (o) Milano dicembre scorso, nonostante avessero fissato i concerti parecchio in anticipo, e che nei momenti e giorni successivi al Rock In Idro avevo ampiamente zittito perché ancora blown away (sìrendedipiùininglesestfu) dal fatto che era obiettivamente stato un concerto della madonna.
Anche loro poi, parliamone. Anzi no, altrimenti mi sale di nuovo il fastidio per la mia solita idiozia di non essermi preoccupata in tempo di assicurarmi Bologna (o) Milano dicembre scorso, nonostante avessero fissato i concerti parecchio in anticipo, e che nei momenti e giorni successivi al Rock In Idro avevo ampiamente zittito perché ancora blown away (sìrendedipiùininglesestfu) dal fatto che era obiettivamente stato un concerto della madonna.
Certo potrei anche spendere qualche riga sul rinnovato megacrush per James *cough* ma ho una certa età e poi c'è mio moroso che legge (ciao!) quindi evito. Haha!
E ho potuto notare quanti pochi concerti veda ultimamente, quanto abbia perso la capacità di giudizio per le band. Perché mi sono piaciuti tutti: pure i Fratellis.
Forse avevo solo fame, e la fame non guarda in faccia niente e nessuno. Come nei migliori spuntini di mezzanotte, quando torni a casa dopo una serata in cui sei riuscita a malapena a buttar giù qualcosa durante l'aperitivo e appena giri la chiave ha voglia di infilarti nel frigorifero o nella dispensa e non uscire più. Capita che cominci con una cosa e finisci con un'altra, e così oltre ai concerti via dall'Arena Parco Nord sono venuta via con una voglia insana di rimettermi a fare foto.
Voglia che si è ovviamente calmata, via via che la vita ha ripreso a scorrere alla normalità nello stesso posto da mattina a sera a mattina di nuovo, annegata dalle insicurezze e dal timore di scegliere cosa voler fare.